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Al Bif&st il meglio di Villa Menelao

l A Villa Menelao lo spettacolo e la cultura sono di casa. Nell' affascinante struttura ideata e diretta dal senatore della Repubblica Michele Boccardi a Turi, in provincia di Bari, ci sono spesso eventi legati al mondo dello star system. Così, accanto ai più sofisticati piatti dell' arte culinaria, pugliese e internazionale, la struttura ha sempre ospitato iniziative culturali e spettacolari, come nel caso della consolidata «Fashion Villa Menelao», manifestazione aperta ad atelier internazionali. In perfetta linea con l' idea di Villa Menelao, il titolare Boccardi ha quest' anno stretto una partnership con il Bif&st (Bari International Film Fest), appena concluso. « L' intesa con il Gruppo Menelao è stata perfetta - affer ma Angelo Ceglie, direttore organizzativo del Bif&st -, perché abbiamo potuto offrire ai nostri ospiti i prodotti del territorio, riletti e reinterpretati dalle abili capacità creative dello staff». Senatore Boccardi, com' è nata la partnership tra la sua struttura e il Bif&st? «La partnership è nata da un intenso e sorprendente dialogo tra me e il direttore, nonché ideatore, Felice Laudario e Angelo Ceglie, direttore organizzativo. Ricordo ancora quel pomeriggio trascorso insieme in un incessante scambio di idee sul termine cultura e su tutto ciò che le ruota attorno. Da figlio di un' insegnante dilatino, non posso non citare l' eti mologia del termine, che racchiude tanto, se non tutto: il termine cultura di fatti deriva dal verbo latino colere, cioè coltivare. Nel caso specifico parlavamo di cinema e di quello che contribuisce a renderlo cultura (il suo valore universale, i suoi attori, sceneggiatori, compositori musicali, costumisti) ed è stato lì che il parallelismo con la gastronomia si è fuso e si è nutrito (non a caso) in unico corpo». Quali sono stati i punti cardine sul quale ha impostato le sue proposte culinarie? «Valorizzazione (della nostra Puglia e della sua territorialità), tradizione e innovazione: questi i punti attorno ai quali io ed il mio staff abbiamo dato vita e sapore agli appuntamenti gastronomici del festival. Il nostro obiettivo è quello internazionalizzare la territorialità, senza stravolgerla, forzarla o esasperarla, ma limitandoci a rivisitarla». Pensando agli ospiti del festival provenienti da ogni parte del Paese, ha cercato quindi di esaltare i nostri piatti tipici? « L' esaltazione è insita nella qualità dei prodotti e nella bontà dei piatti. I nostri ospiti, pugliesi e non, hanno degustato solo piatti tipici. Il nostro obiettivo è quello internazionalizzare la nostra gustosa, piacevole e vivace territorialità. Gli aperitivi serali, che hanno anticipato la proiezione delle anteprime al Petruzzelli, sono stati caratterizzati da prodotti della nostra terra. Finger food tutti territoriali. Anzi, mi piace chiamarli finger food pugliesi: di stracciatella di bufala, carpaccio di cavallino, baccalà su crema di verdure del nostro orto e così via. La cena di apertura è stata una cena -degustazione composta da 7 buffet con isole a tema: pani e olii, pesce crudo sfilettato, ricci di mare, latticini e mozzarelle fatte sul momento dal nostro casaro, salumi freschi, patate riso e cozze, crema di ceci con cardoncelli, dolci. Tutto rigorosamente a chilometro 0. La cena di chiusura del festival, invece, è stata una cena gourmet, servita a tavola, questa volta valorizzando sempre le nostre tipicità con un tocco di innovazione: triglie con fave e cicorie, orecchiette e rape e baccalà al vapore su crema di patate di Polignano». [n.m.]