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Dopo la poderosa e disperata voglia di vivere narrata la sera prima dal drammatico Les Innocentes di Anne Fontaine, spetta al movimentato Criminal di Ariel Vromen, con Kevin Costner mattatore, fare da corollario all'ultimo sipario di questa settima edizione del Bari International Film Festival. Un successo certificato dalle 75000 presenze, da un numero elevato di addetti ai lavori giunti da ogni dove, circa 300 personalità del cinema, e da più di 100 giornalisti accreditati tra stampa estera, nazionale e regionale. La conferenza stampa di chiusura, tenuta da Felice Laudadio, Direttore del Festival, in compagnia di Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia, e Maurizio Sciarra, Presidente dell'Apulia Film Commission, ha svelato molte incognite ristabilendo, a partire dalla prossima edizione, una sezione in concorso per le pellicole straniere di lungometraggio, annunciando la prossima dedica nel nome del grande Vittorio Gassman, decretando il gemellaggio con il Festival di Annecy, di cui Scola era Presidente, e lasciando la porta aperta per una liaison americana con la possibilità della presenza di una regista/attrice ancora in attività per una retrospettiva a lei dedicata. Resta un solo nodo vero da sciogliere ed è quello relativo al prossimo Presidente del Bif&st, probabilmente un altro illustre regista italiano di cui al momento si ignora l'identità. Volendo fare un bilancio tecnico delle pellicole che hanno solcato il grande schermo di quella che è oramai considerata la Casa del cinema italiano va, senza dubbio, sottolineato il livello qualitativo dei lavori presentati nel serale delle anteprime internazionali. Mai come quest'anno la media è stata così elevata, con molto spesso applausi a scena aperta del sempre numeroso pubblico presente nel Teatro Petruzzelli. A tal proposito basterebbe solo ricordare l'entusiasmo per Veloce come il vento di Matteo Rovere,per The Man Who Knew Infinity(L'uomo che vide l'infinito) di Matt Brown, per Taulardes di Audrey Estrougo e per Les Innocentes di Anne Fontaine. Non da meno sono stati i vari concorsi in itinere, con la messa in mostra di pellicole italiane interessanti e di assoluto livello, a parte qualche delusione nella sezione Nuove proposte che non ha confermato appieno le aspettative. Solo plausi invece per le due rassegne dedicate a Scola e Mastroianni, caratterizzate da un costante tutto esaurito e per la storica Red scare Black List dedicata agli esponenti del cinema hollywoodiano che nel secondo dopoguerra furono tacciati di attività antiamericane dal Congresso. Da ricordare infine gli ultimi due premiati di questo Festival nella sezione dedicata ai lungometraggi italiani: Valeria Golino e Luca Bigazzi, rispettivamente miglior attrice protagonista per Per amor vostro di Giuseppe M. Gaudino e miglior Direttore della fotografia per Youth di Paolo Sorrentino. L'appuntamento è all'anno prossimo per quella che sarà, ricordando il numero zero del 2009 e l'omaggio a Fellini, l'edizione 8 e ½ del Bif&st.